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Amalia era sposata ed era andata ad abitare in casa del marito e dei suoceri a Orelia, che si trova a Vergato, a pochi chilometri dalla Carbona.

 

 

 

La sfida di Amalia

David I. Kertzer – Rizzoli; titolo originale “Amalia’s Tale”

 

 

Ho acquistato questo libro di 260 pagine, formato 14x22,5 cm rilegato con copertina rigida al prezzo di 19 euro.

Ero andato alla presentazione con il 14 Gennaio nel salone delle decorazioni nel borgo di Colle Ameno. Due giorni prima il libro era stato già presentato a Bologna.

Amalia era sposata ed era andata ad abitare in casa del marito e dei suoceri a Orelia, che si trova a Vergato, a pochi chilometri dalla Carbona.

Erano mezzadri, e dopo che il primo figlio aveva compiuto un anno Amalia andò a Bologna all’ospizio dei trovatelli a prendere un bimbo da allattare. Da qui inizia una storia avvincente che porta il lettore a vedere la Bologna dal 1880 al 1900 con una visione storica molto approfondita.

 

Quella di fare la balia (cioè allattare ed allevare) i piccoli trovatelli a spese dell’orfanatrofio era un modo di racimolare del danaro liquido che per i contadini della montagna era preziosissimo. Poche erano infatti le fonti di reddito. I contadini dovevano acquistare poche cose come sale, olio, fiammiferi, petrolio, ma siccome il loro sfruttamento prevedeva che lavorassero per avere solo le provviste essenziali e nulla di più, per avere un po’ di soldi erano costretti a vendere uova, formaggio, galline ….. Quindi a stringere la cinghia ancora di più.

Molti fra noi sono figli di persone che hanno conosciuto da vicino questa realtà.

 

L’autore del racconto è uno storico che si diletta anche nella narrativa. La sua narrazione però ha la particolarità di attenersi in tutto e per tutto alla documentazione da lui reperita negli archivi. Kertzer è il rettore della Brown università ed è anche un esperto di storia italiana ed in particolare di storia del Vaticano. Ha anche scritto altri libri su Bologna.

Non voglio raccontare nulla della trama, perché è bello scoprirla man mano che si legge, ma posso dire che alla fine rimane molto da riflettere sull’Italia e sugli italiani. Il libro infatti, pur raccontando al storia della poverissima Amalia, crea le connessioni storiche e politiche che consentono al lettore di capire il perché di tante cose che ancora oggi sono fra noi.

Una raccomandazione: leggetelo!

   
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