E=mc2. Il secolo era iniziato così, con scoperte scientifiche che ancora oggi faticano ad entrare nel nostro comune sapere. Era iniziato con il cubismo, con il futurismo, con idee di libertà, di rivoluzione. Tutto veniva messo in discussione.     

 

 

 


 

MARZABOTTO 66° ANNIVERSARIO     4 ott 2010         


 

 

 

          


E=mc2. Il secolo era iniziato così, con scoperte scientifiche che ancora oggi faticano ad entrare nel nostro comune sapere. Era iniziato con il cubismo, con il futurismo, con idee di libertà, di rivoluzione. Tutto veniva messo in discussione.

Sui nostri monti però nulla era cambiato, e come succedeva nei secoli precedenti alla povera gente veniva lasciato solo quel minimo indispensabile per assicurare che continuassero a lavorare. Il resto lo prendevano i padroni.
Per evitare di perdere i privilegi i padroni, gli imprenditori, i nobili, e i prelati appoggiarono l’avvento del fascismo, dell’uomo forte, del duce.
Fu così che il “grande” condottiero aveva portato l’Italia al disastro.
Qui, sui nostri monti, alla miseria si erano aggiunti la paura e la mancanza di tanti giovani, chiamati a fare lontane guerre di aggressione che nessuno capiva.Pioveva spesso, e faceva freddo in quei tristi giorni, dal 29 settembre al 5 ottobre 1944.
Fra
boschi e castagneti e fra la povera gente che viveva con dignità la tradizione contadina, a Caprara, a San Martino, a Casaglia, a Creda, a Cerpiano, a Roncadelli, a Pioppe .... e in tanti altri caseggiati, la natura mostrò la parte più brutta di se, e ancora oggi dobbiamo ricordare, per capire.Ci furono responsabilità politiche delle categorie che sostennero quel regime, e che ancora oggi non sono state elaborate.
Però, a distanza di 66 anni ciò che rimane ancora attuale è un fatto più profondo. Ciò che accadde qui in quei giorni ci interroga su ciò che noi consideriamo “umano” e ciò che consideriamo “disumano”.
Sentiamo la necessità di capire dov’è il confine dell’essere umano, perchè lassù l’uomo è andato oltre quei confini che, nel nostro senso comune, sembrano scolpiti e immutabili.
Non fu un gesto di follia, perchè così tanti gesti di follia non possono accadere contemporaneamente. Fu invece un atto pianificato a tavolino da organizzazioni militari e politiche, fu pianificato da uomini che un tempo erano stati uomini comuni, e che ideologie, strutture gerarchiche, e situazioni di guerra avevano portato a pensare che fosse accettabile, necessario, giusto, fare la guerra corpo a corpo usando bombe, mitragliatrici, pistole, baionette, lanciafiamme, contro indifesi bambini, le loro mamme, i loro nonni e le loro nonne.In quegli anni di fascismo e nazismo, episodi così non accaddero solo a Marzabotto. Basti pensare allo sterminio di milioni di ebrei, che in molte parti fu messo in atto con modalità equivalenti a quelle di Marzabotto, come si può leggere per esempio nelle rigorose ricostruzioni di Christopher Browning nel libro “uomini comuni”.
Di questi fatti non abbiamo spiegazioni. La nostra istituzione morale per eccellenza, la chiesa cattolica, non è riuscita a pronunciare altro che una parola: “mistero”.
Toccherà forse alla scienza provare ad aiutarci, e credo che una pista molto interessante sia quella scaturita dalle ricerche della psicologia sociale che, fra gli istinti che governano il nostro subconscio ha individuato la possibile causa di questi comportamenti nella prevalenza del conformismo rispetto al giudizio morale ed alla coscienza.
Lì sarebbe da ricercare la ragione che porta i singoli (quando associati a gruppi) ad andare oltre, molto oltre, rispetto a quello che le loro coscienze pensavano di volere o pensavano di essere. Cioè nel fatto che la coscienza non è prevalente in noi. Gli istinti lo sono!
Allora occorrerà che l’uomo del presente e del futuro si interroghi di più sulla propria natura animale, e si trastulli di meno con l’affascinante ma poco utile idea di essere simili a Dio.

 

   
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