Al Faggiolo Firmo fu messo al muro dai tedeschi per la fucilazione, e si salvò per poco, seguendo il consiglio di suo fratello. Per me il ricordo di Firmo è legato alla Festa dell’Unità. Dopo il pranzo della domenica Firmo e Bruno, assieme ad alcuni loro amici iniziavano a cantare.

 

 

 Didascalie foto da sinistra a destra:

-Un lungo corteo capeggiato dalla bandiera dell’ANPI di Marzabotto accompagna Firmo per l’ultimo saluto

-Il Sindaco Romano Franchi pronuncia il discorso ufficiale

-Fotografia recente di Firmo

-Giornata di festa al Faggiolo di Malfolle per i fratelli Franchi. Da destra Pino (classe 1920); Medardo (1915) Bruno (1923); Un amico; dietro appena visibile Riccardo del 1903; e Firmo del 1918. Manca il loro fratello Fredo del 1912. In basso al centro di schiena l’attuale Sindaco di Marzabotto, figlio di Bruno. (foto di Romano Franchi)

-Firmo militare a Udine

-Preparativi per la Festa dell’Unità del 1975 (da destra: Fernando Ventura, Mario Lippi, Gianni Monari, Firmo Franchi)

 

 

 

La morte di Firmo

 

Pur non avendo mai avuto cariche pubbliche Firmo rappresentava una voce forte e chiara di determinazione politica che veniva da lontano. Perché Firmo veniva dal Faggiolo, e da quelle parti abitava anche Amedeo Nerozzi, che negli anni in cui Firmo era piccolo era il capo dei braccianti della Valle del Reno, e che nel 1921 sarebbe stato eletto Sindaco di Marzabotto con il 100% dei voti, ma che subito dopo fu imprigionato e perseguitato dai fascisti.
Al Faggiolo Firmo fu messo al muro dai tedeschi per la fucilazione, e si salvò per poco, seguendo il consiglio di suo fratello.
Per me il ricordo di Firmo è legato alla Festa dell’Unità. Dopo il pranzo della domenica Firmo e Bruno, assieme ad alcuni loro amici iniziavano a cantare. Erano canzoni che nessuno di noi giovani di allora conosceva, ma che pian piano, anno dopo anno, iniziammo a conoscere. Canzoni popolari che deridevano il fascismo, ed anche la democrazia cristiana. Canzoni contadine e partigiane.
Anche noi giovani le cantavamo, e loro erano felici di accoglierci, anche se col nostro contributo la qualità del coro diminuiva, perché loro erano esperti. Per loro era una tradizione che legava assieme la giornata di festa con la lotta per i diritti e per la giustizia sociale.
Noi ammiravamo quei vecchi, perché avevano una capacità di coinvolgere i giovani che veniva da lontano. Avevano una forza che si percepiva. Era la forza della loro tradizione contadina. E la loro lotta contro il potere aveva un significato più immediato e diretto di quella voglia di ribellione che sentivamo noi, perché per loro il padrone era il padrone del podere col quale dovevano dividere il raccolto.La sera dei risultati elettorali del 1975, quando il PCI aveva raggiunto il 34,4 %, Firmo ci volle radunare nella sua cantina, a bere vino, cantare e festeggiare tutta la notte.
Lui era un tipo silenzioso, di poche parole, ma trasmetteva un grande senso di positività e di giustizia. Negli ultimi due anni aveva il desiderio di vedere la riappacificazione fra il PD e la nuova amministrazione guidata da suo nipote.
“Sono stato io a spingerlo a fare quel passo” mi diceva, e ricordava il dolore di Romano quando ricevette la lettera di espulsione dal PD.
Avrebbe voluto che il PD riparasse a quel torto.
Firmo aveva smesso di prendere la tessera del PD da quando ci fu la rottura del 2008. Però questa cosa gli pesava molto. Avrebbe voluto riprenderla quella tessera, però diceva: “o tutti o nessuno”, intendendo dire che la tessera l’avrebbe ripresa solo se il PD avesse ridato la tessera a Romano. Nel PD di Marzabotto si è discusso a lungo di questa possibilità. Alcuni hanno opposto il cavillo dello statuto. E’ stata interpellata anche la Commissione di Garanzia, per verificare se fosse stato possibile, nel caso lui la avesse accettata, ridare la tessera del PD a Romano. C’è infatti una clausola nello statuto che dice:
“Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi.”
Nel PD di Marzabotto c’erano interpretazioni diverse su questa clausola, in quanto si parla di partiti politici, e l’Associazione Romano Franchi” non lo è. Per questo è stata interpellata la Commissione di Garanzia.
Sono passati 5 mesi da quando è stata fatta questa richiesta, e sarebbe stato appropriato che la Commissione si fosse pronunciata, ma la Commissione ha finto di non sentire. Evidentemente è sempre lo stesso organo di facciata che ha espulso Romano senza avere fatto alcuna analisi dei fatti.Mi dispiace molto che non siamo riusciti a dare questa soddisfazione a Firmo, però credo che il suo appello sia ancora valido, e non lo dimenticheremo. Spero che potremo un giorno dare questa soddisfazione a noi stessi, in suo onore.

   
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