Ieri era un pomeriggio con il sole, ed i volontari che si sono trovati alle due in colonia si sono divisi in due gruppi. Quello comandato da Maren a Sud, per ripulire il “merdaio privato” ed altri “tesori” che lei stessa aveva scoperto ma non aveva potuto recuperare da sola.

 

 

 

 

PULIZIA DEL FIUME RENO

 

Ero passato molte volte per il sentiero che dalla colonia segue il fiume e porta fino alle montagne di ghiaia della Sapaba.

All’inizio è una strada bianca che nel punto più basso a volte si riempie di acqua e di fango. In caso di fango c’è un passaggio anche più in alto, vicino al recinto del parco Bottonelli. Poco prima di passare sotto alla passerella la strada poi diventa un sentiero, e prosegue fra gli alberi che via via diventano sempre più alti.

Ad un certo punto si incontra il fosso del Piantone che d’inverno è un torrente pieno d’acqua e d’estate appena un rigagnolo. Passato il fosso si segue ancora il fiume in uno scenario incantevole.
Fino a poco tempo fa c’era un ponticello per attraversare il fosso, poi, per vari motivi, il ponticello si è sempre più indebolito fino a cedere completamente.
Lo avevano notato anche i volontari del Cai e dello Csi i quali amavano portare gruppi di disabili a passeggiare lungo questo suggestivo sentiero. Così a causa del cedimento della passerella il passaggio non era più agibile.

 

Tempo fa, a poca distanza dalla passerella, seguendo il sentiero si poteva incontrare un anziano signore che armeggiava con il suo orto. Egli aveva costruito l’orto a cavallo del sentiero, e passando era un po’ come entrare in casa sua.

Come spesso succede gli orti dei vecchi sono un po’ come delle discariche, perché essi coltivano ancora le tradizioni contadine.
Nella tradizione contadina non esistevano pregiudizi estetici o morali, ma solo funzionali.

Al fondamento dell’ordine e della pulizia c’era la funzionalità. Non si sporcava e non si sprecava perché ogni cosa aveva una sua utilità. Quindi il rispetto per la natura dei vecchi contadini è un’altra cosa rispetto al rispetto della natura della società sprecona e consumistica di oggi.
Mi ha sempre fatto simpatia quel vecchio e quell’orto. Ricordo che una volta si lamentò con me del passaggio di motocross che rovinavano il ponticello sul Piantone che lui stesso aveva costruito con fatica.


I resti di quell’orto da tempo abbandonato, erano ormai divenuti preda delle sterpaglie e dai rovi, e a me piaceva ricordare, passando di là, la presenza di quel vecchio.
Ci sono voluti diversi viaggi del camioncino di Mario e del furgone di Silvio per portare tutta quella roba alla stazione ecologica. Poi, l’amianto è rimasto là, perché quello non lo prendono.

 

Ieri era un pomeriggio con il sole, ed i volontari che si sono trovati alle due in colonia si sono divisi in due gruppi. Quello comandato da Maren a Sud, per ripulire il “merdaio privato” ed altri “tesori” che lei stessa aveva scoperto ma non aveva potuto recuperare da sola. Quello comandato da Antonella costituito da una trentina di persone verso Nord, per attaccare i resti dell’orto del vecchio e per ripristinare il passaggio sul Piantone con il supporto del Cai.

 

 

 

 

15 dicembre 2011 - alcune fotografie

 

 

 

   
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